- Introduzione: flameZ e il 2025 da sogno di Vitality
- Austin vs Budapest: confronto tra i due Major vinti
- Critiche dei fan e pressione da top team
- HLTV Top 20 e obiettivi personali di flameZ
- Lo stile di gioco: l'entry fragger più aggressivo
- Rostermania e cambi di roster nel CS2
- Spirit, Falcons, FaZe & co: chi può fermare Vitality?
- Obiettivi di Vitality per il 2026
- CS2 skins, economia del gioco e ruolo di uuskins
- Conclusioni: il peso di restare i numero uno
Introduzione: flameZ e il 2025 da sogno di Vitality
Nel 2025 il mondo di Counter-Strike 2 ha avuto un protagonista assoluto: Team Vitality. Il roster guidato da apEX, con ZywOo e Shahar "flameZ" Shushan come cardini, ha firmato una delle stagioni più dominanti della storia del gioco.
Due titoli Major (BLAST Austin e StarLadder Budapest), un ESL Grand Slam completato e un totale di nove trofei sollevati in un solo anno: numeri che normalmente appartengono alla leggenda più che alla realtà competitiva. In mezzo a tutto questo, flameZ si è imposto come uno dei migliori entry rifler al mondo, chiudendo per il secondo anno consecutivo al 7º posto nella Top 20 di HLTV.
In questo approfondimento analizziamo il 2025 di Vitality attraverso lo sguardo di flameZ: le emozioni dei due Major, la gestione delle critiche, l'evoluzione del suo ruolo, le sorprese del mercato roster e le sfide che li aspettano nel 2026. E, da buoni gamer, collegheremo anche questi temi all'economia delle CS2 skins, diventata parte integrante dell'esperienza competitiva e casual.
Austin vs Budapest: confronto tra i due Major vinti
Vincere un Major è già qualcosa che pochissimi giocatori possono permettersi di raccontare. Farlo due volte nello stesso anno, con un livello di aspettative altissimo, è un altro sport. Per flameZ, i tornei di BLAST Austin e StarLadder Budapest sono stati due traguardi simili nel risultato, ma molto diversi per pressione e percorso.
Austin Major: la pressione di essere i favoriti
Ad Austin, Vitality si presentava come la squadra da battere. Avevano già vinto una lunga serie di eventi e il meta sembrava costruito attorno al loro stile: un mix di disciplina tattica, letture veloci e spazio enorme dato ai singoli per brillare.
Secondo flameZ, la parte più dura non è stata tanto il gioco in server, quanto la gestione mentale:
- tutti si aspettavano la vittoria di Vitality;
- ogni piccolo errore sembrava pesare il doppio;
- la narrativa era: "se non vinci il Major, tutto quello che hai fatto prima perde valore".
Il torneo è stato reso ancora più speciale da un dettaglio personale: la finale giocata il giorno del compleanno di flameZ, con il pubblico che gli cantava "happy birthday" in arena. Un contesto quasi cinematografico, che ha trasformato una pressione enorme in una spinta di fiducia.
Il percorso nei playoff non è stato affatto semplice: Vitality ha dovuto affrontare NAVI, MOUZ e The MongolZ in un tabellone considerato da molti tra i più duri di quell'anno. Proprio per questo, flameZ descrive Austin come il Major più stressante, ma anche il più catartico da vincere.
Budapest Major: meno stress, stessa fame
Il Major di Budapest arriva invece a chiudere una seconda parte di stagione più altalenante. Vitality continuava a raggiungere semifinali e finali, ma senza riuscire sempre a concretizzare con il trofeo. Per molti team, questo sarebbe sintomo di crisi; per loro, era un segnale di quanto alto fosse stato fissato l'asticella.
Budapest assume così il ruolo di "statement win": la vittoria che conferma, in maniera definitiva, quanto fatto nel corso del 2025. FlameZ la descrive come "la torta intera, non solo la ciliegina", perché chiude perfettamente un anno di dominio e allo stesso tempo zittisce chi parlava di calo irreversibile.
La differenza principale rispetto ad Austin? Meno ansia, più lucidità. Vitality arriva con un approccio quasi da "torneo a breve termine":
- focus sul match successivo, senza guardare troppo avanti;
- tanto lavoro specifico per adattarsi velocemente agli avversari;
- consapevolezza che dopo ci sarebbe stata la pausa, quindi spazio per resettare.
Il tabellone di Budapest offre comunque rischi: Spirit, The MongolZ (in calo rispetto al periodo di forma massima) e una FaZe in grado di far male in mappe come Nuke. FlameZ però sottolinea come, in quel momento, Vitality sentisse di poter battere chiunque, a prescindere dal bracket: un segnale chiaro di quanto fosse alto il loro peak form.
Critiche dei fan e pressione da top team
Restare al vertice significa anche convivere con aspettative spesso irreali. Nel secondo split del 2025, Vitality ha continuato a raggiungere piazzamenti di altissimo livello (top 4 quasi costante), ma senza sempre convertire in titoli. Per una squadra normale sarebbe un ottimo risultato; per chi ha abituato tutti al dominio, diventa improvvisamente "delusione".
FlameZ non nega che parte delle critiche dei fan fosse comprensibile. Quando una squadra mostra un livello quasi perfetto per mesi e poi inciampa in momenti chiave, l'impatto visivo è forte: "sembra che passiamo da macchina perfetta a team di nabbi", sintetizza in modo molto diretto.
Dall'altra parte, c'è il lato tossico della community: insulti nei DM, accuse di aver fatto "perdere soldi" per scommesse, giudizi estremi basati su poche mappe giocate male. È una dinamica purtroppo familiare a chi segue gli esports da vicino.
Un punto interessante che emerge dalla riflessione di flameZ riguarda l'importanza del contesto:
- Vitality raramente usciva ai gironi o ai quarti;
- restare stabilmente in top 4 mantiene alta la fiducia interna;
- anche quando perdi, hai il quadro generale: sei ancora tra i migliori.
Il performance coach della squadra, racconta flameZ, insiste molto nel ricordare ai giocatori che il giudizio non deve arrivare dai social, ma dalla capacità di restare solidi nei momenti difficili. Continuare a centrare semifinali anche nei periodi di forma peggiore è, in quest'ottica, un grande segnale di forza, non di fragilità.
HLTV Top 20 e obiettivi personali di flameZ
Nel 2025, per il secondo anno consecutivo, flameZ viene inserito al 7º posto nella HLTV Top 20 mondiale. Un risultato che, soprattutto per un giocatore dal ruolo estremamente rischioso come l'entry fragger, pesa moltissimo in termini di riconoscimento.
Interessante però come lui scelga di ridimensionare il valore numerico della posizione. Certo, essere in alto nel ranking fa piacere, ma la priorità resta sempre quella di vincere trofei con il team. Se gli dessero la scelta tra essere primo nella Top 20 o ripetere un anno come il 2025 di Vitality, la decisione sarebbe scontata: i titoli di squadra vengono prima.
Allo stesso tempo, flameZ si diverte a giocare con la superstizione: il numero 7 come "numero fortunato" e l'idea di voler chiudere anche il 2026 allo stesso posto, quasi fosse un jackpot personale. Un modo leggero per gestire un traguardo serissimo.
Lo stile di gioco: l'entry fragger più aggressivo
Uno dei punti più affascinanti dell'intervista è l'analisi che flameZ fa del proprio ruolo da entry rifler aggressivo. Nel panorama CS2, pochi giocatori mantengono un impatto così costante pur occupando una posizione che, per definizione, ti espone a morire spesso per primo.
Sinergia con apEX e comprensione del ruolo
Un elemento chiave del successo di flameZ è la sinergia con apEX, IGL di Vitality e, a sua volta, ex entry fragger. Questo dettaglio non è banale: avere un leader che capisce in profondità il timing, le linee e le responsabilità di chi entra per primo in un sito significa poter strutturare:
- esecuzioni pensate per massimizzare le informazioni raccolte dall'entry;
- trade kill più rapidi e puliti;
- situazioni di post-plant già predisposte a partire dal movimento iniziale di flameZ.
FlameZ sottolinea come spesso il suo compito non sia quello di "fare highlight", ma di sacrificarsi per l'economia del round: aprire un varco, forzare una rotazione, farsi vedere da due avversari e morire, ma lasciando un 4v3 o un 3v2 favorevole ai compagni. In un ambiente dove tanti giudicano solo dalle statistiche, è una visione sorprendentemente matura.
Impatto, statistiche e valore dei compagni
Uno dei motivi per cui flameZ riesce comunque a mantenere numeri da top 10 mondiale sta anche nel livello dei compagni: giocatori come ZywOo, ropz (nei contesti dove si immagina situazioni tipo 2v2 ad alto livello meccanico) e il resto del roster rendono ogni informazione o apertura di flameZ potenzialmente decisiva per chiudere il round.
Il ragionamento è semplice: se come entry riesci a:
- prendere un kill iniziale;
- fornire info precise sulla posizione di altri avversari;
- lasciare i tuoi compagni in una situazione numerica gestibile,
allora il tuo "impact rating" reale va oltre il KD. FlameZ ci tiene a ribadire che, nella cultura interna di Vitality, non conta essere 18-1 o 1-18, finché il contributo in termini di info, spazio creato e disciplina è costante.
Aggressione e meta degli opening kills
Un passaggio interessante riguarda il confronto con altri rifler aggressivi della scena, come xertioN o XANTARES. FlameZ riconosce apertamente che ci sono giocatori che interpretano il ruolo di "opener" in modo più pulito di lui in alcune situazioni, soprattutto nei duelli iniziali a round appena iniziato.
Lui però si ritaglia uno spazio diverso: è l'entry che abbraccia il rischio, che si annoia a giocare troppo passivo, e che trae soddisfazione dal creare caos controllato per i compagni. In un meta in cui molte squadre preferiscono un approccio più strutturato e lento, questa componente di aggressione calibrata diventa arma tattica.
Rostermania e cambi di roster nel CS2
Il periodo di Rostermania successivo alla stagione 2025 non è stato esplosivo come molti si aspettavano. FlameZ offre una prospettiva interessante: a suo avviso, i team hanno capito che non si tratta più di "inseguire Vitality" in modo frenetico, ma di costruire progetti stabili a medio-lungo termine.
Alcuni cambi fatti in fretta nella prima parte del 2025 si sono rivelati ingenui: giocatori presi come sostituti "one to one" di star partenti, senza considerare il fit di ruolo, comunicazione e mentalità. Per questo oggi molte organizzazioni si muovono con più cautela, anche limitate da buyout e disponibilità di talenti.
Astralis internazionale e ritorno di 100 Thieves
FlameZ commenta in maniera positiva la scelta di Astralis di diventare un team internazionale. Il dominio danese degli anni passati non esiste più in termini di bacino di giocatori: le nuove leve spesso passano direttamente a squadre mixed-language, l'inglese non è più una barriera e limitarsi a un solo Paese rischia di ridurre troppo il talent pool.
Per quanto riguarda 100 Thieves, il loro ritorno in CS2 con giocatori come device, rain e gla1ve viene visto come un progetto con enorme esperienza al servizio di nuovi talenti. Sulla carta, quattro anni fa sarebbe stato un roster "all time"; oggi alcune stelle potrebbero essere lontane dal prime assoluto, ma restano risorse fondamentali per crescere giovani futuri campioni.
BC.Game e il core portoghese
Uno dei roster più discussi è quello di BC.Game, che ha deciso di puntare su un mix tra due giganti come s1mple ed electroNic e un core proveniente da SAW: MUTiRiS, aragornN e krazy.
La prima reazione di flameZ, quando gli viene specificata la composizione, è un sincero "Oh... ok". Non tanto in senso negativo, quanto come segnale di scetticismo prudente. Le sue perplessità principali sono:
- la possibile frizione culturale tra un core portoghese e star abituate a sistemi diversi;
- il rischio che il progetto non abbia un’identità di gioco chiara da subito;
- il dubbio sul fatto che sia un progetto veramente a lungo termine o solo una scommessa per ottenere inviti e visibilità.
Allo stesso tempo, riconosce che parliamo di professionisti di altissimo livello, potenzialmente capaci di adattarsi se il lavoro quotidiano è serio e focalizzato.
Il caso Spirit: addio a chopper, dentro zont1x e magixx IGL
Il cambio di roster di Team Spirit è invece quello che ha sorpreso di più flameZ. L'ingresso di zont1x era in qualche modo prevedibile, ma la rimozione di chopper e la scelta di magixx come nuovo IGL hanno spiazzato molti insider.
L'esperienza recente insegna che trasformare un giocatore in-game leader può essere sia un colpo di genio che un boomerang, come si è visto con esperimenti in Vitality (apEX in passato) e MOUZ (Brollan). FlameZ però vede il potenziale di lungo periodo: con un talento come donk nel roster, Spirit avrà quasi sempre un floor competitivo alto, e la vera domanda sarà il tempo di adattamento a questo nuovo sistema.
Spirit, Falcons, FaZe & co: chi può fermare Vitality?
All'inizio del 2026, dopo una stagione da sogno, Vitality deve rispondere a una domanda inevitabile: chi sono i veri rivali per il trono di miglior team al mondo?
FlameZ è prudente: ribadisce che "erano" il miglior team del 2025, ma che ogni nuova stagione azzera in parte le gerarchie. Dopo una pausa, il meta può cambiare, i giocatori possono trovarsi in forma diversa e i nuovi roster possono esplodere all'improvviso.
FURIA, Falcons, The MongolZ, Spirit
Tra i nomi più interessanti, flameZ indica:
- FURIA: con un picco di forma molto alto, anche se devono ancora dimostrare continuità e battere sistematicamente tutti i big per essere universalmente riconosciuti come numero uno;
- Falcons: visti come una minaccia costante, con il potenziale di sedersi al primo posto del ranking per periodi più o meno lunghi;
- The MongolZ: un team che, se riesce a integrare bene i nuovi innesti, può continuare a essere la mina vagante che nessuno vuole incontrare nei playoff;
- Spirit: nonostante i cambi, qualsiasi roster con donk in forma e un sistema solido attorno ha il potenziale per un anno di altissimo livello.
FaZe, Twistzz e il fattore esperienza
Interessante anche il punto di vista di flameZ su FaZe Clan. L'aggiunta di Twistzz aumenta di molto il loro ceiling: secondo lui, questo basterà quasi sicuramente per vederli più spesso nei playoff rispetto al passato recente.
La vera chiave, però, sarà la capacità di broky e jcobbb di mantenere le prestazioni viste durante il Major. Se riusciranno a rimanere su quel livello, FaZe potrà lottare per più titoli; in caso contrario rischia di restare un team pericoloso ma incostante.
FlameZ ricorda anche come la storia di FaZe sia piena di paradossi: roster sulla carta stellari che non funzionavano, e lineup sottovalutate capaci invece di vincere tutto. Un team imprevedibile, ma sempre mortale in playoff: se li trovi in una serie a eliminazione diretta, non sarà mai una partita semplice.
Obiettivi di Vitality per il 2026
Dopo un anno con due Major, un Grand Slam e una striscia di oltre 30 vittorie consecutive in best-of-three, la domanda che tutti fanno a Vitality è: "si può ripetere questo livello di dominio?".
FlameZ è realistico: se nel 2024 qualcuno gli avesse predetto il 2025, non lo avrebbe ritenuto credibile. Allo stesso modo, oggi sa che un bis del genere è possibile ma estremamente difficile. Troppo dipende da fattori non controllabili: forma degli avversari, esplosione di nuovi talenti, eventuali infortuni o problemi interni a squadre chiave.
Focus sul processo, non sul risultato
La filosofia per il 2026 è quindi chiara:
- non confrontarsi continuamente col 2025, che rischia di diventare un peso;
- ritrovare il proprio gioco all'inizio dell'anno;
- raggiungere un nuovo picco di forma nei tornei più importanti, come Krakow e Colonia;
- continuare a migliorare i dettagli, mantenendo intatta la fiducia interna.
A livello personale, flameZ scherza ancora sull'obiettivo di chiudere di nuovo al 7º posto su HLTV, ma ribadisce che la vera priorità è restare competitivo ai massimi livelli come squadra. Se questo significa sacrificare un po' di rating per far funzionare meglio il sistema, lo accetta senza problemi.
CS2 skins, economia del gioco e ruolo di uuskins
Quando si parla di Counter-Strike moderno, non si può ignorare la dimensione delle skins. Tornei come quelli vinti da Vitality non influenzano solo il ranking competitivo, ma spesso impattano anche il mercato delle CS2 skins: pick rate di alcune armi, popolarità di certi team e highlight virali possono far schizzare l'interesse per determinati pattern o collezioni.
CS2 skins e mercato per i giocatori
Molti fan che seguono Vitality, flameZ o ZywOo amano replicare in matchmaking o FACEIT le stesse armi viste on stage. Questo alimenta un ecosistema dove estetica e prestazioni vanno spesso a braccetto: vedere una AK con determinata skin diventare simbolo di una giocata iconica può trasformarla in un oggetto di culto.
Per muoversi in questo ambiente in modo intelligente, è importante usare marketplace che offrano:
- prezzi competitivi rispetto al mercato di Steam;
- sistemi di scambio e vendita chiari;
- pagamenti sicuri e trasparenti.
Una delle opzioni utilizzate da tanti giocatori per trovare o monetizzare cs2 skins è cs2 skins, una piattaforma che permette di acquistare e vendere in modo più flessibile rispetto al mercato interno, con maggiore libertà nella gestione del proprio inventario.
Dalle CSGO skins a CS2: transizione e opportunità
Il passaggio da CS:GO a CS2 non ha cancellato il valore delle vecchie csgo skins, anzi. Molte di queste sono diventate ancora più richieste per la loro storia competitiva e per l'effetto nostalgia. L'aggiornamento grafico del nuovo motore ha ridato vita a pattern e colori che, per alcuni, sembrano persino migliori rispetto al passato.
Chi possiede ancora vecchi oggetti può scegliere se tenerli come investimento a lungo termine o sfruttare marketplace come csgo skins per venderli e reinvestire in nuove combinazioni più adatte al meta estetico attuale.
Skins, esports e esperienza da spettatore
Infine, c'è un aspetto spesso sottovalutato: le skins come parte dell'esperienza di visione. Vedere un entry come flameZ entrare su un site con una combinazione iconica di knife, gloves e AK rende la giocata ancora più memorabile. Non è un caso che molti tornei abbiano skin bundle dedicati o capsule di adesivi che celebrano i successi dei team.
Per i fan, possedere gli stessi adesivi o la stessa skin di un idolo diventa un modo per sentirsi più vicini al pro player, come succede nel calcio con le maglie ufficiali dei club. L'economia digitale di CS2 è, in questo senso, uno dei pilastri che tiene insieme scena competitiva, community e creatori di contenuti.
Conclusioni: il peso di restare i numero uno
Il 2025 di Vitality resterà probabilmente negli annali di Counter-Strike come una delle stagioni più dominanti di sempre: doppio Major, Grand Slam, striscia di BO3 vinti raramente vista prima e un livello di gioco che ha riscritto gli standard del tier 1.
Attraverso le parole di flameZ emerge però un concetto fondamentale: restare al top è molto più difficile che arrivarci. Serve saper gestire le critiche anche quando i risultati sono comunque eccellenti, accettare che ogni anno il meta e gli avversari cambiano, e mantenere un approccio centrato sul processo, non sull'ossessione di replicare numeri irripetibili.
Nel frattempo, la scena continua a evolvere: nuovi roster, progetti ambiziosi come quelli di Astralis internazionale, 100 Thieves e BC.Game, e realtà consolidate come FaZe, Spirit, FURIA e Falcons pronte a sfruttare qualsiasi calo dei campioni in carica.
Che Vitality riesca o meno a ripetere l'impresa del 2025, una cosa è certa: giocatori come flameZ continueranno a influenzare non solo il gioco competitivo, ma anche il modo in cui milioni di utenti vivono CS2 ogni giorno, dal rank in matchmaking fino alla scelta delle skins da portare in server.
E mentre i pro si preparano ai prossimi Major, i fan possono allenarsi, costruire il proprio stile di gioco e personalizzare l'inventario con piattaforme dedicate come cs2 skins e csgo skins, trovando il proprio modo di vivere il mondo di Counter-Strike, tra competizione, estetica e passione.















